Mani Tese propone Percorsi didattici per studenti, supportati da materiali di approfondimento, sui temi dell’educazione dello sviluppo: gli squilibri tra Nord e Sud del mondo, l’accesso alle risorse (acqua, terra…), il consumo critico, la responsabilità sociale e ambientale di impresa, i diritti dell’infanzia.
NOVITA’ GENNAIO 2010
In gioco la sovranità alimentare!
Quaderno di approfondimento per l’educazione allo sviluppo. A cura di Mani Tese
Se l’EAS è, secondo una defi nizione delle ONG europee di CONCORD, fatta propria della Piattaforma di EaS italiana “un processo attivo di apprendimento, fondato sui valori della solidarietà, dell’uguaglianza, dell’inclusione e della cooperazione. Essa dà la possibilità alla gente di compiere un percorso, partendo dalla consapevolezza di base delle priorità dello sviluppo internazionale e dello sviluppo umano sostenibile, e passando attraverso la comprensione delle cause e degli effetti delle questioni globali, per giungere all’impegno personale e all’azione informata. Incoraggia la partecipazione piena di tutti i cittadini allo sradicamento della povertà ovunque nel mondo e alla lotta contro l’esclusione. Il suo obiettivo è quello di cercare di infl uenzare le politiche economiche, sociali ed ambientali nazionali e internazionali, affinché siano politiche più giuste, sostenibili e basate sul rispetto dei diritti umani”…
Occorre esplorare quali sono le condizioni che permettono di attivare “processi attivi di apprendimento”, sia in contesto di educazione formale sia nel campo dell’educazione permanente.
Questo lavoro nasce dall’impegno dei volontari del Comitato educazione allo sviluppo di Mani Tese, che hanno dedicato tempo e risorse per dare forma a questo gioco di simulazione sul tema della sovranità alimentare, che potesse essere utilizzato nelle scuole secondarie di secondo grado, nelle università e in altri contesti di formazione dagli animatori dei nostri gruppi.
Una diversa narrazione della povertà, a cura di Sara Ciorli, Alessia Lazzarini, Stefania Scotti, Giulio Sensi, settembre 2009.
“Ripartire dai diritti” è stato il tema centrale del Social Watch nell’anno in cui la crisi economico-finanziaria è esplosa, portando conseguenze drammatiche alle fasce già impoverite del pianeta. Mettere i diritti umani al centro significa anche offrire alla società e ai governanti una visione differente della realtà nella quale si opera. Per il Social Watch è una missione fin dalla sua costituzione: cambiare i paradigmi di lettura della povertà per cambiare le politiche di sviluppo sociale che dovrebbero sradicare quelle stesse povertà. E farlo offrendo anche indici di lettura differenti e basati sui bisogni fondamentali come il BCI e il GEI.
Non è una novità: è sempre più riconosciuta la necessità di superare gli approcci incentrati solamente sui valori reddituali dello sviluppo per poter intravedere un orizzonte di sviluppo integrale in cui ogni aspetto della vita, dalla salute all’alfabetizzazione, dai servizi pubblici essenziali alla qualità della vita e dell’ambiente in cui viviamo, è affrontato e curato tramite un insieme di politiche coordinate e collegate.
E’ molto importante che anche nel mondo educativo ci sia attenzione a come le povertà vengono narrate e alla retorica con cui il mondo “squilibrato” e complesso in cui viviamo viene raccontato. Perché, come chi lavora in questi ambiti ci insegna, il metodo con cui viene fatto è fondamentale per raggiunge gli obiettivi: nel nostro caso consapevolezza del mondo in cui viviamo e impegno attivo per cambiare la realtà a cominciare dai piccoli gesti.
Per questo abbiamo avviato un piccolo lavoro di ricostruzione della lettura della società con la “lente dei diritti umani” e con i preziosi inputs che il rapporto Social Watch ci offre. Con un’attenzione al lessico da utilizzare: partiamo dal leggere la povertà come ingiustizia, come figlia soprattutto di un sistema economico incapace di garantire e attuare i diritti umani. Poi analizziamo semplicemente pregi e difetti dei principali indici di misurazione del benessere e dello sviluppo umano. La proposta è quella di leggere e raccontare sempre la realtà con la lente dei diritti, l’unica capace di farcela guardare senza inganni o ambiguità.
“FAME E SQUILIBRI INTERNAZIONALI” Wilma Beretta Podini. pagg. 189, 2003. Euro 7,80
A partire dal dramma della fame nella sua estensione geografica e quantitativa, il testo introduce e collega concetti diversi come colonialismo e neocolonialismo, spreco di risorse e limiti dello sviluppo, debito estero, lavoro minorile, migrazioni internazionali, guerra e corsa agli armamenti, multinazionali, agro-business, delocalizzazione industriale, urbanizzazione, discriminazione femminile, cooperazione internazionale. Il testo si propone come una sorta di manuale completo di Educazione allo sviluppo, che può servire a chiunque voglia riflettere sui principali problemi che caratterizzano le diverse aree del pianeta e sullo squilibrio tra i paesi del Nord e del Sud del mondo, ma che, per gli stessi motivi, si propone come valido supporto scolastico, per le scuole medie e superiori.
“IL MONDO IN CLASSE. EDUCARE ALLA CITTADINANZA NELLA SCUOLA MULTICULTURALE”, a cura di Lorenzo Luatti, pagg. 197, 2006. In collaborazione con Ucodep, Centro Documentazione Città di Arezzo, Cies. Gratuito
I numerosi contributi raccolti nella prima parte di questo libro si soffermano sulle diverse dimensioni dell’educazione alla cittadinanza, tracciano possibili linee di lavoro, suggeriscono alcune proposte operative, descrivono esperienze di qualità realzzate nelle scuole. Particolare attenzione è rivolta al tema dell’intercultura e delle sue applicazioni nella pratica educativa, noncè alle trasformazioni della scuola italiana in senso multiculturale e plurilingue. La seconda parte del volume segnala e recensisce più di 500 materiali bibliografici e multimediali prodotti da oltre 160 associazioni nel periodo 2003-2005, con particolare attenzione a quelli di tipo educativo editi o promossi dalle ong e dai centri interculturali.
“DIRITTO ALL’INFORMAZIONE”. Scuola Estiva per insegnanti Camaldoli 2005. A cura di Anna Dal Piaz, pagg. 150, 2006. In collaborazione con Ucodep, Centro Documentazione Città di Arezzo, Cies. Gratuito
Raccoglie gli interventi tenuti durante la scuola estiva 2005 dedicata al diritto all’informazione e e rivolta agli insegnanti nell’ambito del progetto “Il mondo in classe”.



