Mani Tese critica duramente l’erosione dei diritti fondamentali dei cittadini immigrati. E propone di attivarsi con azioni pacifiche capaci di affermare solidarietà e dignità
Milano – Criticare le politiche che negano i diritti umani fondamentali dei cittadini immigrati, ma costruire al contempo l’Italia interculturale che vogliamo, a partire dai piccoli gesti. L’Ong Mani Tese, che da 45 anni lavora per progetti di cooperazione internazionale con popoli del “sud” del mondo e in Italia per una cultura della solidarietà, fa appello all’Italia che già esiste e mette in pratica ogni giorno i valori dell’integrazione e del dialogo.
“Le misure del Governo in materia di immigrazione – afferma Mani Tese -, sia sul tema della supposta “sicurezza” che sul diritto di asilo, stanno minando sempre più velocemente e alla base anche quei valori e i diritti faticosamente acquisti in decenni di nuove migrazioni. Di fronte a questa accelerazione in nome del “governo della paura” le levate di scudi sono importanti, così come è necessario rifiutare la paura stessa e compiere gesti di piccola e grande ribellione pacifica”.
La clandestinità come reato, la negazione del diritto di asilo come l’irriguardoso comportamento del governo nei confronti delle istituzioni delle Nazioni Unite competenti in materia, sono secondo Mani Tese decisioni e prese di posizione particolarmente gravi.
“In merito al diritto di asilo, sancito in maniera inequivocabile dal diritto internazionale sulla carta riconosciuto in Italia, già il nostro Paese è storicamente uno dei meno adempienti a livello internazionale e si permette anche di esultare quando vengono respinti in maniera indegna ed inumana persone che avrebbero il diritto non solo di essere accettati, ma anche di essere accolti con molta cura per riparare al debito di giustizia che hanno sofferto nei loro Paesi di origine”.
“II compito di tutti i cittadini -conclude Mani Tese-, e sono molti, che ancora pensano possano esserci modelli di convivenza diversi, è è di far sentire la propria voce. La società civile ha il dovere, e il diritto, di intervenire ed ed agire affinché i piccoli e i grandi abusi che quotidianamente vengono perpetrati indistintamente nei confronti dei cittadini immigrati solo per la loro provenienza etnica vengano sostituiti da piccoli e grandi gesti capaci di affermare il calore della dignità e della solidarietà umana”.
Per fare questo è indispensabile unirsi, creare una rete nazionale civile, che sia capace, al di là delle differenze di orientamento politico, religioso, sociale, di far sentire la propria indignazione e il proprio disaccordo verso scelte umanamente discutibili.
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