
Sabato 17 ottobre e domenica 18 Mani Tese scende il piazza in oltre 30 città italiane per sostenere il diritto di tutti i popoli alla sovranità alimentare, vale a dire il diritto a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali.
Questa è Io mangio locale. Campagna per la promozione della sovranità alimentare.
Le adesioni arrivano da tutt’Italia, Milano, Roma, Firenze, Modena, Catanzaro, Cagliari, Siracusa, Brescia, San Marino, Faenza, Mantova, Siena…: grazie alla collaborazione dei produttori locali ogni città porterà in piazza i prodotti tipici, di stagione, coltivati e distribuiti nel rispetto dell’ambiente e delle persone che li consumano.
Per scoprire tutte le iniziative di Io mangio locale: Calendario appuntamenti
La campagna, lanciata nel mese che precede l’importante appuntamento del World Food Summit della Fao, proseguirà anche nei mesi successivi, attraverso incontri, cene a Kmzero, serate di video proiezioni (vedi lo spot “Dall’aiuto alla cooperazione”) per coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di garantire l’accesso al cibo a tutte le popolazioni del mondo.
Perché combattere la fame non è una priorità solo dei governi e degli organismi internazionale, ma di tutti noi.
Anche noi, in quanto cittadini del Nord del mondo, possiamo contribuire alla promozione dell’accesso al cibo per tutti rivendicando il diritto, prima che il dovere, ad una “sobrietà felice”. Recuperando le radici delle nostre stesse tradizioni, i prodotti locali, il rapporto con il mondo contadino, abbiamo la possibilità di strutturare un nuovo paradigma, espressione di una modernità rinnovata e responsabile.
La difesa del cibo è protezione dell’essere umano: dal cibo passano le sorti della democrazia che è una questione di sovranità dei popoli e non di pochi.
Don Luigi Ciotti spiega così la sua adesione alla campagna: “Perché mangiare locale? Perché abbiamo “fame e sete” di una giustizia che parta dalla responsabilità di ciascuno di noi, dalle nostre scelte quotidiane. Per contribuire a cambiare un modello di sviluppo che da un lato stimola l’“appetito del superfluo”, dall’altro costringe oltre un miliardo di persone alla fame. Significa scegliere prodotti buoni, puliti e giusti. Per questo aderisco anch’io alla campagna di Mani Tese!”
Roberto Burdese, Presidente di Slow Food, e Carlo Petrini, Presidente onorario: “L’associazione Slow Food Italia condivide appieno i valori e il significato profondo del “mangiare locale” e per questo motivo appoggia con convinzione l’iniziativa che MANI TESE.
E ancora Paolo Rizzi, Comitato italiano Contratto mondiale sull’acqua; Tonio Dall’Olio, Libera Internazionale; Ugo Biggeri, Presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica
Mani Tese, da 45 anni in prima fila contro la fame nel mondo, porta avanti questa campagna con la consapevolezza che costruire la sovranità alimentare abbia lo stesso significato nel sud e nel nord del mondo.
Io mangio locale è una campagna di sensibilizzazione e di informazione, che riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.
La campagna intende anche sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
Una campagna che precede l’importante appuntamento di novembre a Roma, il World Food Summit della Fao: un summit mondiale sulla sicurezza alimentare per accordarsi sulle azioni da intraprendere per contrastare l’attuale crisi economica e alimentare.
La Fao stima infatti che nel solo 2009 il numero di affamati potrebbe arrivare a 100 milioni: un dato preoccupante, che impone dei provvedimenti urgenti per garantire l’accesso al cibo come diritto di ogni essere umano.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un paradosso che è diventato l’emblema della contraddizione dei nostri tempi: la fame convive con il surplus di produzione alimentare.
Assistiamo così oggi ad un duplice e scandaloso problema: eccesso di cibo e mancanza di accesso al cibo. Lo spazio che esiste nel mezzo, il riequilibrio “sano” di queste distorsioni è, per noi, la sovranità alimentare come risposta politica allo spreco ed alla miseria.
Per queste ragioni il cibo, la terra e le persone devono tornare al centro dell’attenzione e le politiche pubbliche devono avere la funzione di tutelare le persone in quanto produttori e consumatori e difendere la terra.
Per informazioni sulle iniziative del 17 e 18 ottobre, interviste agli organizzatori e approfondimenti sul tema del diritto al cibo:
Rosy Iaione
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