Mani Tese ONG

Vai alla pagine delle donazioni Concorso di idee dedicato a tutte le scuole. Partecipa con la tua classe.

in Evidenza

Comunicati Stampa

Archivio

Tags

giovedì 16 luglio 2009

Mani Tese esprime preoccupazione per l’approvazione del “DDL sicurezza”

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano firma il decreto sicurezza, ma esprime la sua perplessità per alcuni provvedimenti in esso contenuti.

Il Presidente  Napolitano ha ratificato ieri  il decreto legge sulla sicurezza: la sua approvazione però è stata accpompagnata da una lettera in cui esprimeva i dubbi e le contraddizioni di tale legge. In particolar modo il Presidente si sofferma sull’introduzione del reato di clandestinità, che “apre la strada -a suo avviso- effetti difficilmente prevedibili”.

E’ evidente come le riserve espresse dal Presidente non pongano nessun freno al decreto da lui stesso approvato, ma  evidenziano ancora una volta le ciriticità e el contraddizioni che tale legge presenta.

Un decreto, come avevamo scritto nelle scorse settimane, che non tiene in considerazione i diritti fondamentali degli immigrati, rende sempre più difficile l’ingresso regolare nel nostro Paese, e incentiva di fatto la “clandestinità” che pretende di combattere.

Tale decreto, a nostro avviso, non fa che aumentare il senso di paura dei cittadini italiani nei confronti degli immigrati, anziché sostenere e sviluppare un clima di integrazione e sostenibilità sociale.

Il diritto di cittadinanza viene veicolato alla stipula di “un accordo di integrazione”, che il cittadino straniero deve obbligatoriamente sottoscrivere per il rilascio del permesso di soggiorno. È una sorta di “patente a punti” per l’immigrato, racchiusa nell’accordo di integrazione: ci sono dei crediti, conseguibili nell’arco di validità del titolo di soggiorno richiesto. La perdita dei crediti comporta la revoca del titolo di soggiorno, e questo è inaccettabile in un Paese democratico, dove tutti devono e possono sentirsi a buon grado cittadini.

È gravissima anche l’introduzione dell’Aggravante di clandestinità (articolo 1, comma 1), norma interpretativa introdotta al Senato, che si applica solo agli extracomunitari e agli apolidi, nel caso commettessero un reato mentre si trovino illegalmente in Italia.
Inutile, oltre che gravoso per la casse dello Stato, la previsione che (articolo 1, comma 22, lettera l e comma 23) lo straniero irregolare può essere trattenuto nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) fino a 180 giorni per l’accertamento dell’identità e della nazionalità: questo “giochetto” costerà alle casse dello Stato, nei prossimi tre anni, almeno 217 milioni di euro, secondo un’inchiesta pubblicata dalla rivista Altreconomia. Soldi che sarebbe più opportuno investire in politiche di integrazione.

Vogliamo aggiungere la nostra voce alla denuncia della diffusione di un clima razzista in Italia, recentemente fatta propria da Amnesty International nel rapporto 2009, che appare con l’approvazione di questo decreto una condizione sempre più reale e caratterizzante del nostro Paese.
Di contro esistono in Italia casi positivi di politiche integrazione e tolleranza provenienti da amministrazioni locali, come la Regione Toscana, cui va il nostro plauso che ha appena varato una legge intitolata “Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Regione Toscana”.

Il Presidente di Mani Tese
Luigi Idili

Mani Tese - Sede Nazionale
p.le Gambara 7/9, 20146 Milano (It)
Tel. +39 02 40 75 165
Fax +39 02 40 46 890
Numero verde 800 552 456
IBAN Banca Popolare Etica
IT 58 W 05018 01600 000000000040
C.F. 02343800153
mail: manitese@manitese.it



Fonte di bilancio 2010/
Efficienza della raccolta fondi