Care/i,
venerdì scorso alle ore 12.00 scadevano i termini per la presentazione degli emendamenti al decreto sulle liberalizzazioni all’esame della Commissione Industria del Senato.
Come forse avrete avuto modo di leggere sui giornali si tratta di un numero immenso, si è partiti da circa 2.400 emendamenti scesi ad oggi a 1.700. Il che fa aumentare di molto le probabilità che il Governo ponga la fiducia, come già diverse dichiarazioni di alcuni ministri lasciano intendere.
Al seguente link è possibile scaricare gli emendamenti riguardanti gli artt. dal 1 al 27, dunque incluso art. 25 che ci interessa da vicino perchè interviene sui servizi pubblici locali. Da un’analisi di suddetti emendamenti si ricava un quadro molto preoccupante. Infatti diversi vanno a intervenire di nuovo sul servizio idrico. Particolarmente pericolosi sono quelli che intendono sopprimere l’esclusione del servizio idrico dall’art. 4 del decreto di ferragosto, reintroducendo così in pieno l’obbligo di privatizzazione anche dell’acqua, o quelli che puntano all’esclusione dal patto di stabilità interno delle sole società “in house”, mantenendo invece le aziende speciali. In questo modo si metterebbe una pietra tombale sugli esiti referendari. Questa situazione richiede una risposta pronta e decisa da parte del movimento per l’acqua, così come abbiamo fatto prima dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del testo del decreto.
Si propone, quindi, di avviare un’azione di pressione sui senatori della Commissione Industria a partire da oggi, martedì 14 febbraio, quando riprenderà l’esame del decreto, fino a giovedì 16 febbraio. Si propone di inviare un messaggio molto chiaro teso a far cancellare gli emendamenti che vanno contro la volontà popolare e ad approvare quelli che al contrario vanno in direzione dei risultati referendari.
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