Fonte: MISNA
Nessuna revisione degli aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità decisi dal governo mozambicano e che hanno scatenato le proteste in corso da ieri a Maputo, con almeno sette vittime e centinaia di feriti; la decisione è stata resa nota dal portavoce del Consiglio dei Ministri, Alberto Nkutumula, in un incontro-stampa al termine di una riunione d’emergenza dell’esecutivo. Nkutumula ha spiegato che il governo considera gli aumenti “reversibili”, ma comunque, ha precisato il portavoce, non nel breve periodo. Il governo ha quindi ribadito l’invito alla popolazione a lavorare insieme alle istituzioni per migliorare la situazione economica e sociale del paese.
Dal Consiglio dei ministri di oggi è stato diffuso anche un nuovo bilancio ufficiale delle violenze che da ieri mattina interessano l’intera città di Maputo (prevalentemente i quartieri poveri periferici) nel quale è fissato a sette il numero dei morti e a 288 quello dei feriti. Cifre più prudenti rispetto a quelle che circolano da ore su alcuni mezzi d’informazione locali e che riferiscono di almeno 12 morti (10 ieri e due oggi) e centinaia di feriti. Fonti della MISNA contattate a Maputo confermano che la situazione in città è ancora tesa e che scontri tra manifestanti e polizia sono proseguiti anche nel pomeriggio, quando è stata segnalata una sparatoria particolarmente intensa nell’Avenida Julius Nyerere.
Testimoni fanno sapere che da alcune ore per le strade di Maputo sono presenti anche i militari, i quali, comunque, non starebbero svolgendo compiti di polizia o di ordine pubblico, ma si starebbero limitando a ripulire le strade, rimuovendo le barricate erette dai dimostranti.
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