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lunedì 11 gennaio 2010

La rivolta di Rosarno

2 commenti

L’anello più debole di una catena di sfruttamento e speculazioni

Suonano come beffa gli inviti che si susseguono a ripristinare la legalità a Rosarno, paese sconvolto dalla rivolta dei migranti sfruttati nelle piantagioni e dalla reazione violenta di alcuni abitanti sotto la regia, si apprende dai giornali, della criminalità organizzata.

Di quale legalità stiamo parlando quando siamo di fronte ad una catena di sfruttamento e speculazione che parte dalle condizioni inumane dei lavoratori per giungere nelle nostre tavole? Le arance, si apprende da un comunicato della Coldiretti ripreso da vari quotidiani, sono pagate in media 27 centesimi al chilo nelle campagne, in calo rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione, ma il prezzo moltiplica fino a 1,55 euro al chilo sul banco dei consumatori con ricarichi del 474% dal campo alla tavola.
La situazione è ancora più grave per le arance destinate alla produzione di succo che vengono pagate appena 3-4 centesimi al chilo anche perché manca l’obbligo di indicare l’origine nel succo nelle bevande e viene «spacciato» come made in Italy quello importato dal Brasile o dalla Florida.
Con una produzione che quest’anno è stimata pari a 2,3 milioni di tonnellate, il compenso riconosciuto agli agricoltori è insostenibile – sottolinea la Coldiretti – a causa delle distorsioni e delle speculazioni lungo la filiera che hanno portato alla scomparsa in Italia di oltre il 42 per cento di terreno coltivato ad agrumi negli ultimi dieci anni con la chiusura delle imprese agricole, la perdita di opportunità lavoro e di sviluppo del territorio.
Sempre secondo i dati resi noti dalla Coldiretti, con circa il 10% di extracomunitari sul totale dei lavoratori agricoli nelle campagne la presenza di immigrati è una componente strutturale.
Sono 98.155 i rapporti di lavoro regolari in agricoltura identificati come extracomunitari negli archivi Inps e appartengono a 155 diverse nazionalità anche se a trasferirsi in Italia per lavorare in agricoltura – sostiene la Coldiretti – sono principalmente gli albanesi (15%), i rumeni (12%) e gli indiani (10%) che trovano occupazione soprattutto negli allevamenti del nord per l’abilità e la cura che garantiscono alle mucche.
Numerosi i «distretti agricoli» dove i lavoratori immigrati sono diventati indispensabili come nel caso della raccolta delle fragole nel Veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia-Romagna, dell’uva in Piemonte, del tabacco in Umbria e Toscana o del pomodoro in Puglia. Si tratta di un evidente dimostrazione che – conclude la Coldiretti – gli immigrati occupati regolarmente in agricoltura contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabili per garantire i primati del made in Italy alimentare nel mondo.

2 Commenti all'articolo “La rivolta di Rosarno”

  1. roberta colombo

    Di fronte all’agghiacciante violenza di questi giorni a Rosarno è forte il mio senso di smarrimento, di frustrazione, di rabbia.
    Penso alla fatica che questi migranti avranno fatto per raggiungere l’Italia inseguendo quel sogno di felicità che è insito nel cuore di ciascun uomo. In fuga dalla povertà, dalla guerra quante sofferenze avranno sopportato e quante ancora saranno ancora costretti a sopportare! Mi chiedo che responsabilità abbiamo noi con il nostro fare ma soprattutto con il nostro non fare di fronte a una realtà tanto drammatica quale è la diseguaglianza sociale e la discriminazione.
    Mi piacerebbe che le varie associazioni che operano a sostegno dei più deboli e bisognosi unissero le proprie voci per far sentire forte l’indignazione di fronte ad una grave violazione dei diritti universali dell’uomo che avviene in Italia tra l’indifferenza di molti. Anch’io vorrei rendirmi utile…

  2. fosca Perugia

    Il nostro amico Sandro Vestrelli dirigente dell’Ufficio Rapporti Internazionali Cooperazione della Regione Umbria ci ha inviato quanto leggerete,

    L’associazione On the Road di Martinsicuro ha mandato l’e-mail di auguri
    per queste festività. C’è la foto di emigranti italiani e un testo molto
    interessante.
    I recenti sbarchi a Lampedusa ed i lager in Libia finanziati dal Governo
    italiano, le campagne mediatiche a senso unico anti immigrati rendono di
    estrema attualità questo documento del 1912:
    Ho deciso di farne anche il mio messaggio di auguri: che si inizi a voltare pagina con l’impegno di tanti semplici cittadini.
    Alessandro Vestrelli

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