E’ di pochi giorni la notizia del crollo, a sole due settimane dall’inaugurazione, del mega-impianto della centrale idroelettrica etiope Gibe II finanziato dal governo italiano con 220 milioni di euro di “prestito agevolato”.
Il 25 gennaio scorso 6mila metri cubi di terra e sassi sono crollati sulla galleria della diga bloccandola e causando un inevitabile black-out.
“La superficialità con la quale vengono messe in piedi queste opere, senza reali studi, è molto pericolosa.
Oggi si tratta del crollo di un tunnel ma la Salini sta costruendo, 150 chilometri più a valle, la diga di Gilgel Gibe III. Un progetto dagli impatti ambientali e sociali enormi.
La diga sarà alta 240 metri ed avrà un invaso di 11 miliardi di metri cubi, un cedimento di una struttura del genere potrebbe causare un disastro di proporzioni apocalittiche”, questo il commento della CRBM riguardo all’episodio.
Per approfondimenti sul tema leggi anche: Inaugurazione di Gibe II
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Fonte di bilancio 2010/
Efficienza della raccolta fondi
14 febbraio, 2010 - 17:41
Non è vero!
Sono crollati 15 metri nel tunnel che è lungo ben 26 KM!
L’intero impianto è intatto e perfettamente funzionante.
I lavori di ripristino sono già iniziati da alcune settimane.
Saluti.
A.Ciarlo