L’organizzazione Wetlands International lo ha affermato a chiare lettere durante il recente incontro di Barcellona: in Africa le zone umide stanno letteralmente sparendo una dopo l’altra.
Come se non bastasse, la loro cancellazione per fini agricoli o per sfruttare il legname derivante dal taglio degli alberi è legata a un vertiginoso aumento delle emissioni di gas serra del Continente Nero, dl momento che le zone umide sono da secoli una sorta di magazzino gigante di anidride carbonica.
Se il magazzino sparisce, il CO2 viene rilasciato in atmosfera. Nel rapporto reso pubblico dalla Ong, si calcola che il totale di emissioni sia pari al 25 per cento di quelle legate allo sfruttamento dei combustibili fossili in tutta l’Africa sub-sahariana. Sebbene esistano ancora numerose zone umide in tutto il continente, quelle in Uganda, Mozambico, Guinea e Malawi sono state seriamente impattate dalle attività dell’uomo.
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