L’AZIONARIATO CRITICO STRUMENTO DI PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI
Sabato 29 Maggio 2010, ore 15.30 – 18.00
TerraFutura
Sala della Corte, Fortezza da Basso
Le dimensioni e il ruolo delle finanza sono diventati sempre più rilevanti negli ultimi dieci anni. Una delle conseguenze più evidenti di questa tendenza è la cosiddetta “finanziarizzazione dell’economia“, per la quale il controllo di un numero sempre maggiore di imprese e attività produttive sta passando dalle mani di imprenditori, famiglie e banche a quelle di fondi di investimento, hedge, private equity, fondi pensione.
Molto spesso questi soggetti non hanno come obiettivo lo sviluppo di lungo termine delle imprese, ma il raggiungimento di risultati di breve periodo, misurati di trimestre in trimestre e collegati all’ottenimento di bonus da parte dei manager e di dividendi e guadagni in conto capitale da parte degli azionisti. In termini più generali le imprese fanno sempre più l’interesse degli azionisti mettendo in secondo piano le aspettative degli altri “stakeholder” (lavoratori, clienti, fornitori, comunità locali).
Se le conseguenze negative della “finanziarizzazione” sono evidenti, un uso responsabile degli strumenti finanziari può dare nuove possibilità per monitorare il comportamento socio-ambientale delle imprese.
In molti paesi, organizzazioni della società civile e reti di azionisti hanno dato vita a una nuova forma di intervento: l’azionariato critico. Grazie all’acquisto di un numero simbolico di azioni, gli attivisti hanno iniziato a intervenire alle assemblee annuali delle imprese come “azionisti”, portando all’attenzione dei consigli di amministrazione di grandi società multinazionali le violazioni dei diritti umani e le controversie ambientali in cui sono coinvolte.
Nel 2008 la Fondazione Culturale Responsabilità Etica ha acquistato azioni delle imprese italiane Eni ed Enel e, come azionista, si è fatta portavoce di movimenti del Sud del mondo che lottano per la difesa dell’ambiente e dei diritti umani.
L’azionariato critico ha già dato risultati importanti. Le grandi imprese, molto spesso sorde rispetto alle proposte dei consumatori, delle campagne e dei movimenti, rispondono agli azionisti e sono disposte al dialogo. La partecipazione degli azionisti non si può sostituire alle campagne e alle altre forme di pressione sulle società, ma può diventare un importante e ulteriore strumento di controllo che sarà tanto più efficace quanto più si riusciranno a unire le forze dei piccoli azionisti e dei grandi investitori istituzionali (fondi pensione, fondi comuni, e altri) con le voci dei movimenti e delle ong che da anni si battono per migliorare la condotta sociale e ambientale delle imprese.
SCARICA IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO
Per maggiori informazioni:
www.crbm.org
Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus: www.fcre.it
Mani Tese - Sede Nazionale
p.le Gambara 7/9, 20146 Milano (It)
Tel. +39 02 40 75 165
Fax +39 02 40 46 890
Numero verde 800 552 456
IBAN Banca Popolare Etica
IT 58 W 05018 01600 000000000040
C.F. 02343800153
mail: manitese@manitese.it

Fonte di bilancio 2010/
Efficienza della raccolta fondi