Lunedì 19 luglio il Comitato Promotore dei Referendum per l’acqua pubblica ha consegnato oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione.
Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.
Di seguito le parole di Emilio Molinari, Contratto Mondiale dell’Acqua:
Emilio, questo è un risultato importante non solo per quanto riguarda il tema dell’acqua , ma anche per riaffermare il potere e il libero arbitrio di tutti i cittadini italiani.
“Si, oggi è stato compiuto un passo molto importante per tutti i cittadini italiani.
1milione e 400mila firme raccolte, autenticate e certificate: un grande lavoro, che ha richiesto l’impegno di tanti cittadini che liberamente hanno scelto di dedicare il proprio tempo a questa battaglia.
La prima riflessione è il chiaro segnale lanciato attraverso questa raccolta firme, di ritorno ad una partecipazione attiva dei singoli cittadini: le firme potevano essere molte di più, ma non c’erano abbastanza banchetti.
Un successo che dimostra come le persone siano state capaci di liberarsi da vincoli di appartenenza ad uno dei due principali poli politici italiani. I due poli sono concordi sulle grandi questioni come energia nucleare, agricoltura ogm, commercio: non c’è differenza tra i due schieramenti, che si trovano uniti sulle grandi questioni.
Ma in questo caso il singolo cittadino ha voluto, e potuto, dire la sua, liberandosi da vincoli di appartenenza, fuori da ogni partito e schieramento politico.
Ben il 4,5% della popolazione elettorale italiana ha firmato contro la privatizzazione dell’acqua: questo è un risultato clamoroso!
La seconda riflessione è che tale messaggio é arrivato perchè universale: il tema dell’acqua richiama ad una dimensione ancenstrale, è un diritto fondamentale dell’uomo, è un bene della vita di tutti e per tutti. Non esistono classi sociali, non mette in discussione un genere o un soggetto, ma è un bene dell’intera umanità.
Questo ci dimostra chiaramente che oggi vince chi ha la forza di inviare messaggi universali, che mirano al bene di tutti.
Questo è un importante e prezioso insegnamento per il futuro: i beni comuni e i servizi essenziali devono essere affrontati con un respiro di libertà e diritto.
La politica deve tornare ad occuparsi del bene pubblico: dei beni di tutti!”
Il prossimo appuntamento del popolo dell’acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l’assemblea dei movimenti per l’acqua.
Per approfondimenti: www.acquabenecomune.org
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