Valore Sociale presenta il suo policy paper, ovvero la sintesi in tema di Responsabilità sociale d’impresa delle organizzazioni partner di “Un’ impresa per i diritti” (Mani Tese, Ucodep, ActionAid, Ministero Affari Esteri), progetto che vuole promuovere la resposnabilità sociale tra le imprese italiane, ed allo stesso tempo illustrra le proposte istituzionali avanzate da Valore Sociale, network che raccoglie un numero ben più vasto di organizzazioni e che si inserisce all’interno del dibattito europeo.
Le organizzazioni partner di “un’impresa per i diritti” hanno cercato di tracciare una mappa dell’attuale scenario della RSI a livello internazionale: vengono quindi approfonditi sia il dibattito in corso in ambito ONU, sia la “dialettica” fra Parlamento e Commissione Europea in tema di RSI.
Valore Sociale quale network rappresentativo di importanti realtà della società civile italiana impegnata in attività di cooperazione allo sviluppo, avanza specifiche proposte di riforma istituzonale a livello europeo, in continuità con quanto espresso sia dal Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, sia dalla European Coalition for Corporate Justice, che raccoglie e sintetizza le posizioni della Società Civile europea in tema di RSI.
Le proposte avanzate dal rapporto sono le seguenti:
1.Estensione della sfera di responsabilità delle imprese: le società capogruppo dovrebbero essere responsabili anche per gli effetti sull’ambiente e sul rispetto dei diritti umani derivanti dalle operazioni di società loro controllate o dagli appaltatori su cui hanno potere di controllo. Valore Sociale, in continuità con quanto espresso dalla ECCJ, ritiene pertanto che il modo più efficace per incrementare il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente, da parte delle imprese europee nelle loro operazioni condotte al di fuori dei confini dell’Unione, sia quello di sospendere, limitatamente agli ambiti relativi ai diritti umani ed all’ambiente gli effetti derivanti dalla frammentazione della personalità giuridica fra la capogruppo e le realtà direttamente controllate da questa. In tal modo la responsabilità per tali violazioni ricadrebbe sulle imprese in grado di controllare le entità giuridiche responsabili di tali violazioni;
2.”Duty of Care“: le società capogruppo dovrebbero essere considerate responsabili qualora non possano dimostrare di aver assunto tutte le iniziative necessarie per identificare e porre fine a qualsiasi violazione relativa ai diritti umani e all’ambiente lungo tutta la propria “sfera di responsabilità”. Ciò consentirebbe la costituzione di diritti soggettivi in capo ai soggetti lesi nei loro diritti o nei loro interessi a causa delle operazioni d’Impresa, sulla cui base sarebbe possibile presentare istanze legali di fronte alla giurisdizione Europea.
3.Rapporto sociale obbligatorio: le imprese di maggiori dimensioni dovrebbero produrre una reportistica sui rischi ambientali e sociali basata su standard trasparenti, in base ai quali misurare l’impatto della propria attività sui diritti umani e sull’ambiente lungo tutta la propria “sfera di responsabilità”. Il sistema di reportistica sociale e ambientale proposto necessita di tre informazioni essenziali: la struttura dell’impresa ed alla sua sfera di responsabilità, una analisi dei rischi di abuso, ambientale o sociale, connessi con le operazioni dell’impresa o con quelle riconducibili all’interno della sua sfera si responsabilità, accompagnati da una chiara elencazione delle strategie di contenimento e dei dati sull’impatto sociale e ambientale, diretto o indiretto, delle attività d’impresa, relativi all’esercizio precedente e rendicontati sulla base di uno specifico set di indicatori di performance, omogeneo per settori di attività.
4.Valutazione d’impatto sui diritti umani (Human Rights Impact Assessment): lo strumento innovativo che mira a promuovere il dialogo tra tutti gli stakeholders per verificare ex ante e tramite un approccio positivo focalizzato sul rispetto dei diritti, l’impatto delle attività delle imprese sul contesto sociale, economico ed ambientale nelle comunità destinatarie.
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