Giornata Internazionale dei Migranti
18 dicembre 2009 – I migranti contribuiscono in maniera significativa all’economia dell’Europa e al benessere dei suoi cittadini, eppure troppo spesso vengono discriminati, i loro diritti sono calpestati e sono additati come i capri espiatori per molti problemi dei paesi europei.
L’Unione Europea deve rispettare i diritti fondamentali dei migranti, siano essi dentro o fuori i propri confini, se vuole continuare ad essere un soggetto credibile nel sostenere i Diritti Umani.
Questo è il messaggio del primo Rapporto Social Watch europeo dal titolo “Migrants in Europe as Development Actors: between hope and vulnerability”, presentato lo scorso 8 dicembre al Parlamento Europeo, a pochi giorni dalla Giornata Internazionale dei Migranti, celebrata il 18 dicembre.
Il Rapporto incentra la sua analisi sulla relazione tra migrazioni e sviluppo e sul ruolo che i migranti rivestono quali attori di sviluppo sia per l’Europa, sia per i loro Paesi di origine.
In Europa, il concetto di migrazione generalmente assume una connotazione negativa a cui spesso si risponde con politiche centrate solo sulla sicurezza.
“L’Unione Europea è un attore chiave nell’aiuto allo sviluppo e un fervente sostenitore dei Diritti Umani” afferma Mirjam Van Reisen del Comitato di Coordinamento della rete Social Watch. “Nonostante ciò, le politiche europee in tema di immigrazione ed asilo spesso contraddicono gli standard internazionali dei Diritti Umani. Le politiche dell’Unione Europea in tema di cooperazione allo sviluppo dovrebbero essere centrali nella definizione delle politiche su migrazione coerentemente al Trattato di Lisbona, in quanto le misure repressive contribuiscono solo ad accentuare il problema e non a risolverlo”.
Sebbene l’UE riconosca gli impatti positivi dei migranti sullo sviluppo dei loro Paesi, le sue politiche in tema di immigrazione si focalizzano prevalentemente sulla prevenzione e sul controllo dei flussi. La sua “cooperazione” con i Paesi di provenienza e transito dei migranti si basa principalmente su incentivi per arginare il fenomeno dell’immigrazione irregolare.
All’evento di lancio del Rapporto l’On. Rita Borsellino ha messo in guardia che “rendere l’Europa una ‘fortezza’ impenetrabile non rappresenta la soluzione all’immigrazione illegale”.
L’On. Ska Keller, ha criticato l’Unione Europea in quanto attraverso le sue politiche rafforza la necessità di emigrare: “L’Unione Europea è preoccupata di combattere l’immigrazione illegale ma essa stessa contribuisce alle sue cause vendendo armi che alimentano conflitti, sovvenzionando le esportazioni di prodotti agricoli e negoziando iniqui accordi sulla pesca che distruggono i mezzi di sostentamento delle economie locali”.
Il Rapporto Social Watch mette in luce anche le violazioni dei diritti umani perpetuate nei confronti dei migranti sia dentro che fuori i confini europei. Nella maggior parte dei Paesi europei, i migranti sono oggetto di atti di razzismo e discriminazione, a cui non corrispondono misure di prevenzione e contrasto adeguate da parte delle autorità.
Luciano Scagliotti dell’European Network Against Racism è intervenuto affermando : “In tutti gli Stati europei esiste una legislazione contro le discriminazioni, ma troppo spesso non viene implementata”.
Eva Geddie della Platoform for International Cooperation with Undocumented Migrants ha aggiunto: “I migranti non godono di standard di vita dignitosi. Questo è in palese contraddizione con un’Europa che intende perseguire politiche di inclusione sociale”.
René Plaetevoet dell’organizzazione December 18 ha sottolineato quanto sia urgente che i Paesi dell’Unione Europea ratifichino la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei migranti che celebrerà nel 2010 il suo 20th anniversario.
“Il nuovo assetto dell’Unione Europea con il Trattato di Lisbona entrato in vigore dal 1°
dicembre 2009”, secondo Jason Nardi, coordinatore del Social Watch Italia, “offre nuove opportunità e dà nuovi poteri al Parlamento Europeo, che in materia di politiche di migrazione in positivo può fare molto. E’ però necessaria una rinnovata volontà politica e la società civile vuole dare una forte spinta in questa direzione.”
Le organizzazioni della società civile coinvolte nella rete Social Watch chiedono all’UE e alle istituzioni nazionali di riconoscere il contributo significativo dei migranti in termini economici, sociali e culturali.
Come Roberto Bissio, coordinatore della rete internazionale Social Watch, ricorda: “la prosperità dell’Europa si è largamente fondata sui flussi migratori. Noi tutti, alla fin dei conti, siamo figli delle migrazioni.”
Il Rapporto è consultabile e scaricabile su www.socialwatch.it
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