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giovedì 5 novembre 2009

Le donne indiane sfidano le norme sociali

2 commenti

NEW DELHI, 27 ottobre 2009 (IPS) – Sono passati oltre otto anni dal terremoto che nel gennaio 2001 colpì lo stato indiano del Gujarat; un passato non lontano ma indelebile nel ricordo di Hansa Rathore, che da quel giorno è rimasta vedova.
Donne_indiane

Rathore ha 29 anni ed è una delle migliaia di donne rese vedove da quel terribile terremoto, uno dei peggiori nella storia dell’India. La catastrofe, che ha mietuto quasi 20 mila vittime, ha cambiato per sempre la sua vita.
“Anche mia madre è rimasta vedova nello stesso disastro; la mia casa è andata distrutta, e io non avevo nulla con cui sfamare il mio bambino di 9 mesi”, ricorda Rathore.
Ha imparato presto cosa significa sopravvivere in una piccola comunità conservatrice chiusa in se stessa, che ostracizza le donne vedove imponendo limitazioni crudeli. “Non ho ricevuto alcun aiuto dai parenti di mio marito e sono stata costretta a cercare riparo all’aperto – letteralmente, costruendomi da sola un riparo di fortuna con dei sacchi e un tetto di lamiera. Non potevo lavorare, né ricevere cibo o servizi sanitari per mio figlio, che si ammalò gravemente”, racconta.

Sudha Jha, 49 anni, del distretto di Katihar (stato settentrionale di Bihar), è rimasta vedova nel ‘98. Da allora lotta per crescere da sola tre figli maschi e una femmina.
“I miei parenti acquisiti non hanno voluto che andassi a vivere con loro dopo la morte di mio marito. È stata dura trovare lavoro per dar da mangiare ai miei figli e farli studiare”, dice Jha in tono asciutto, e aggiunge che una delle conseguenze immediate e più gravose della sua vedovanza è stato ritrovarsi con una mobilità ridotta, cosa che spesso rende le vedove “invisibili” e impossibilitate a lavorare fuori casa.

“Una vedova non viene trattata con rispetto. Talvolta ci si aspetta che si rada la testa, porti abiti bianchi e semplicissimi, le è vietato truccarsi e indossare gioielli, deve mangiare in disparte, e solo pietanze vegetariane molto frugali”, aggiunge Jha. “Perché le vedove devono sottostare a questa tortura? Gli uomini non vengono discriminati quando le loro mogli muoiono, e possono risposarsi!”.

Ricche o povere, quasi ovunque le vedove indiane combattono un pesante stigma sociale. Ancor più colpite sono le donne che vivono da sole, perché nubili o ripudiate dal marito. Peraltro, molte donne sposate sono intrappolate in situazioni famigliari degradanti, dove spesso subiscono percosse, umiliazioni, crudeltà fisica e psicologica, eppure sono incapaci di venirne fuori, o riluttanti.

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[fonte: www.ipsnotizie.it]

2 Commenti all'articolo “Le donne indiane sfidano le norme sociali”

  1. Gabriele destefani

    Cari amici di Mani Tese,

    grazie per le preziose ed interessanti notizie.
    Ho appena scoperto la vostra fonte; la consulterò sempre con estrema attenzione.

    Ciao!

    gabriele

  2. admin

    Grazie a te Gabriele per l’attenzione che ci dedichi!

    Buona lettura
    Rosy – Mani Tese

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