Sono ripresi agli inizi di agosto, a Doha in Qatar, i colloqui di pace tra governo sudanese e gruppi ribelli armati attivi nella regione occidentale del Darfur: lo ha annunciato il mediatore della missione congiunta dell’Onu e dell’Unione Africana (Unamid) Djibril Bassolé, il quale spera che «che un nuovo turno di colloqui riesca a coinvolgere il maggior numero di movimenti possibile»; l’obiettivo è «un cessate-il-fuoco generalizzato, per migliorare le condizioni di vita della popolazione».
La squadra di mediatori di cui Bassolé è a capo è in contatto permanente con il capo del gruppo Sla, Abdul Wahid Mohammed Nur – che finora ha sempre rifiutato di sedersi al tavolo dei negoziati – per convincerlo a partecipare ai prossimi colloqui. Il gruppo dello Jem ha invece chiesto di tenere colloqui “separati” con il governo, ma Bassolé ha risposto che continuerà ad insistere perché il capo del movimento, Khalil Ibrahim, capisca che una pace durevole non può essere ottenuta se non con la partecipazione di tutti i movimenti.
Lo scorso 30 luglio il consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha prolungato, votando all’unanimità, la missione dei caschi blu in Darfur per un altro anno, con l’obiettivo di proteggere i civili e di permettere il lavoro degli operatori umanitari. Prolungata missione Onu: «Sensibili progressi nelle condizioni di sicurezza».
Secondo l’Onu la situazione dei civili in Darfur sta migliorando. Rodolphe Adada, capo della missione di peacekeeping congiunta Onu-Unione Africana (Unamid), ha dichiarato: «Nonostante i problemi legati all’affollamento in alcuni campi profughi, le condizioni generali di sicurezza e protezione degli abitanti hanno registrato sensibili progressi». Adada si è detto «fiducioso» che entro la fine dell’anno la missione raggiunga un dispiegamento effettivo al 97% di quello previsto originariamente (circa 26.000 unità). Attualmente i peacekeeper operativi – in una regione grande all’incirca come la Francia – sono circa 16mila (di cui 13.491 militari e 2.954 poliziotti); lunghe trattative con diversi governi non sono state finora sufficienti per garantire a Unamid elicotteri da trasporto e da combattimento, mezzi ritenuti indispensabili per proteggere la popolazione civile.
Dal 1° agosto, con l’inizio del nuovo mandato, Unamid è sooto la guida del generale ruandese Patrick Nyamwumba, che sostituisce al commando il generale nigeriano Martin Agwei.
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[fonte: Newsletter Sudan]
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