Tegucigalpa, 23 di luglio 2009
La Missione Intarnazionale per i diritti umani in Honduras, composta da 15 professionisti indipendenti (giudici, giornalisti, antropologi, sociologi etc..) provenientida diversi Paesi del mondo, ha riscontrato diversi casi di vioolazione dei diritti umani in Honduras in seguito al golpe di Stato.
L’indagine è stata condotta attraverso una serie di interviste ad organizzazioni e associazioni dei diritti umani, movimenti sociali, sindacalisti, mezzi di comunicazione, giornalisti, deputati,politici, giudici.
In particolare la Missione mostra perplessità per l’appoggio al golpe dato dalla gerarchia ecclesiastica hoduregna e dai rappresentati di alcune chiese evangeliche.
Le gravi violazioni dei diritti umani riscontrate dalla Missione inoltre sono state accomapgnate dal preoccupante silenzio del Rappresentante nazionale dei diritti umani Ramón Custodio, che non è in alcun modo intervenuta in difesa dei cittadini che hanno preso parte alle manifestazioni di protesta.
Tra le violazioni riscontrate ci sono molte esecuzioni extra-giudiziarie, centinaia di detenzioni arbitarrie, molteplici minacce ai cittadini, limitazione della libertà di espressione e informazione, limitazioni alla libertà di ciroclazione, il tutto inserito in un contesto di chiara persecuzione politica diretta in particolare verso dirigenti politici e sindacali, difensori dei diritti umani, giornalisti, cittadini stranieri.
Sei le persone assassinate: ISIS OBED MURILLO MENCIAS,GABRIEL FINO NORIEGA,RAMON GARCIA,ROGER IVAN BADOS,VICKY HERNANDEZ CASTILLO,e un’ultima persona non identificata.
Due persone di cui non si ha più traccia da giorni:ANASTASIO BARRERA e Manuel Sevilla
1275 arresti in segutio alle manifestazioni di protesta
L’arresto di diverse persone di nazionalità straniera, in particolare provenineti dal Nicaragua (almeno 20 persone)
reclutamento forzato di giovani dalle aree rurali per integrerali nelle riserve dell’esercito
Diversi canali televisivi e redazioni di quotidiani i cui giornalisti sono stati costretti a diffondere i comunicati stampa consegnati dallìesercito. Molte le trasmissioni televisive e radiofoniche interrotte.
Per questo la Missione chiede ancora una ferma e decisa condanna da parte della comunità internazionale del golpe di stato, e un impegno per il rispetto dei diritti umani, la sospensione delle relazioni diplomatiche con il regime di fatto, il non riconoscimento dei risultati elettoriali convocati dal governo di fatto.
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