Venerdì 16 ottobre, 2009
Il governo Correa ha annunciato che, a partire dal 2010, inizierà un processo di espropriazione delle terre non coltivate. L’obiettivo, secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Agricoltura Walter Poveda, è “una più equa redistribuzione delle terre incolte, per garantire la sussistenza dei contadini e tutelare la sovranità alimentare delle comunità rurali dell’Ecuador”.
Un comitato formato dai Ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente e dalla Segreteria dei Popoli analizzerà la situazione delle proprietà agricole del Paese per procedere alle espropriazioni.
Il Governo, chiarendo la differenza tra espropriazione e confisca, ha anche annunciato che “le terre saranno espropriate a fronte del pagamento di un giusto indennizzo” che verrà deciso dal comitato. Uno degli obiettivi sarà rendere produttive le terre per garantire un sufficiente livello di produzione agricola interno che riduca la dipendenza dell’Ecuador dalle importazioni di alimenti e che garantisca il diritto al cibo e la sovranità alimentare.
Il comitato avrà sei mesi di tempo per presentare lo studio sulla proprietà delle terre ed il loro uso. «La terra non è una merce» hanno dichiarato durante la conferenza stampa i rappresentanti del governo ecuadoriano.
I contadini di Cochabamba e i lavoratori di canna da zucchero di Beni avviano i primi insediamenti comunitari nel dipartimento di Pando, nel cuore della Media Luna separatista boliviana.
Circa cinquecento contadini senza terra provenienti dalle zone andine si sono insediati nelle terre confiscate ai grandi latifondisti e imprenditori locali e stranieri nella provincia di Santa Rosa di Albunà di Pando. Al tempo stesso, duecento contadini impiegati nella raccolta della canna da zucchero hanno preso possesso delle terre confiscate nel dipartimento amazzonico di Beni.
La promozione di insediamenti comunitari a Pando costituisce uno degli obiettivi dello Stato plurinazionale boliviano per una più equa distribuzione delle terre che possa garantire la sovranità alimentare, come imposto dalla nuova Costituzione.
Il presidente Fernando Lugo ha annunciato l’inizio da parte del Governo di un programma di riforma agraria a lungo termine che dovrebbe concludersi nel 2023.
Lugo ha inoltre preannunciato l’idea di voler indire un referendum per la nomina di una Assemblea costituente che possa riformare la Costituzione in vigore, secondo un modello già realizzato in Ecuador e Bolivia.
Attualmente in Paraguay, l’80% delle terre coltivabili è nelle mani di appena il 2% della popolazione.
In virtù della decisione del governo di Daniel Ortega di creare un fondo per concedere crediti a interessi minimi alle donne che vivono al di sotto della soglia di povertà affinchè possano comprare a proprio nome terre coltivabili, il Coordinamento delle Donne Rurali ha presentato una proposta di legge che prevede oltre all’acquisto facilitato delle terre incolte anche un programma di assistenza tecnica, formazione, crediti per la produzione e l’acquisto di sementi organici e attrezzature.
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