19 ottobre, 2009
All’inizio di ottobre, di fronte al Parlamento, il presidente sudanese Omar el Bashir ha ricordato ancora una volta la delicatezza e i rischi dell’appuntamento elettorale: «Il nostro desiderio è quello di avere elezioni generali senza violenza. Invito tutte le parti al dialogo al fine di creare un clima positivo in vista delle consultazioni».
Le elezioni generali previste per aprile 2010 saranno le prime libere dal golpe di stato del 1989 che ha consegnato il potere all’ora generale Bashir e le prime dopo il trattato di pace tra National Congress (per il Nord) e Splm (per il Sud) che ha chiuso una guerra civile durata oltre vent’anni.
La campagna elettorale è ormai iniziata. Il Movimento di liberazione popolare del Sudan (Splm), che dopo l’accordo di pace del gennaio 2005 governa il Sudan insieme al National Congress, insieme a molti altri partiti dell’opposizione, ha minacciato il boicottaggio del voto, chiedendo alcune riforme a garanzia delle libertà fondamentali. Il 12 ottobre i vertici dell’Splm hanno ribadito quello che appare come un ultimatum: se entro il 30 novembre il Parlamento non approverà le nuove leggi, in particolare sulla riforma dei servizi segreti, l’Splm in segno di protesta inizierà ad astenersi dai successivi lavori del Parlamento; inoltre minaccia di boicottare anche le elezioni.
Il 14 ottobre l’Splm ha firmato, insieme ad altri 27 partiti dell’opposizione, la dichiarazione scaturita dall’assemblea svoltasi a Juba a fine settembre per chiedere una transizione democratica verso le elezioni. Alla firma del documento, presentato a Khartoum, erano presenti fra gli altri Sadiq Al-Mahdi, leader del partito Umma e primo ministro del Sudan prima del colpo di stato di Bashir nel 1989; Hassan el Turabi, leader del partito Popular Congress, ex alleato del presidente Bashir; e Riek Machar, vicepresidente del governo del Sud Sudan. Alcuni osservatori indicano in questa firma il preludio di una possibile alleanza contro il Ncp in vista delle elezioni. Splm e Umma hanno già compiuto un passo in questa direzione.
[fonte: Campagna italiana per il Sudan]
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