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mercoledì 30 settembre 2009

Ancora emergenza in Bangladesh

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Le ultime notizie giunte dal nostro partner in Bagladesh DALIT lo scorso 25 settembre descrivono  una situazione ancora molto grave per le popolazioni colpite dal ciclone AILA lo scorso giugno: bangladesh_25settembre
“Qua la situazione della zona devastata da ciclone AILA sta peggiorando, da quattro mesi non si vede un miglioramento, inoltre si sta nuovamente allagando la zona di Tala e Paikgacha dove abbiamo le scuole. L’altro ieri sono stato nei vari villaggi di Tala dove abbiamo le scuole: la gente sta scappando dallae proprie abitazioni, in cerca di rifugi situati in zone alte dove l’acqua non può arrivare. In questo momento non possiamo utilizzare il nostro centro multifunzionale come scuola perché tante famiglie ci stanno vivendo dentro… “.

Queste le parole di Swapon Kumar Das, direttore  esecutivo di DALIT,  che chiude la sua mail con un’accorata, e disperata, richiesta di aiuto.

Mani Tese sta sostenendo la popolazione colpita dal ciclone AILA con il PROGETTO 2187.
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CAUSALE: “Ciclone AILA Bangladesh”
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DHAKA, agosto 2009 (Bangladesh)
Rimangono disperate le condizioni di sopravvivenza per la popolazione colpita dal ciclone Aila

Il ritorno alla normalità per i sopravvissuti del Ciclone Aila, che ha colpito il Bangladesh los corso 25 maggio, necessita di un periodo di gran lunga superiore a quello impiegato per il ciclone Sidr (che colpì il Paese 2 anni fa).

ciclone_aila_bangladesh“Aila ha colpito le stesse aree del ciclone Sidr, ma i sopravvissuti di Sidr hanno potuto far ritorno alle loro abitazioni in tempi più brevi, anche per  la maggiore velocità con sui si era ritirata l’acqua” – afferma Hans Diederik Sprui, capo della sezione per l’acqua e la sanità del UNICEF.

Della stessa opinione Kaiser Rejve, coordinatore del programma umanitario di Oxfam, una ONG internazionale, che aggiunge – “Quasi 250,000 sopravvissuti al ciclone sono abbandonati a se stessi, e vivono in rifugi temporanei esposti al sole, alla pioggia e al mare”.

Circa 3,9 milioni di persone sono state colpite dal ciclone Aila: 190 I morti accertati e oltre 7,000 feriti.
Oltre 600,000 le capanne di paglia danneggiate o distrutte dalla tempesta, che ha inoltre distrutto interi campi coltivati, strade, ponti e condotti sotterranei.

“Sidr fu una tempesta molto potente e i danni provocati furono molti. Ma la ripresa fu più veloce. Al momento invece i soccorsi tardano ad arrivare, e la distribuzione degli aiuti è caotica” – dichiara Zia Uddin, presidente del Dubla Fishermen Group, con circa 300,000 membri.
E aggiunge: “A causa delle  maree che continuano a sommergere ogni giorno le aree colpite dal ciclone  gli operatori governativi e i lavoratori delle ONG non sono in grado di raggiungere coloro che vivono  nei villaggi abbandonati, lontani dalle strade percorribili”.

In seguito al ciclone Sidr non fu formalmente lanciato nessun appello internazionale, ma gli aiuti arrivarono tempestivamente e il govermno locale  accettò di buon grado il sostegno straniero.
Lo scorso 19 luglio il governo del Bangladesh annunciò che stava cercando fondi globali di assistenza  per affrontare l’impatto dei disastri naturali, specialmente nei distretti costieri che sono i più soggetti ai danni causati dai cambiamenti climatici.
“Abbiamo fatto appello per ricevere assistenza dalla comunità internazionale per la costruzione degli argini, dei rifugi anti-ciclone e i gruppi di villaggi” – dichiara Abdur Razzaque, ministro per  la gestione del cibo e delle catastrofi naturali.
“Nel caso del ciclone Aila non abbiamo richiesto aiuti internazionali – afferma sempre Razzaque – perché volevamo risolvere il problema con le nostre proprie risorse, così da poter accedere alle donazioni per un sostegno a lungo termine, che ci serve per affrontare i cambiamenti climatici che minacciano la sopravvivenza del Bangladesh”.

Nel frattempo sono trascorsi due mesi e centinaia di sopravvissuti al ciclone Aila continuano a lottare per la sopravvivenza. Il governo dichiara che molti hanno fatto ritorno alle loro case, ma in realtà sono centinaia le persone  che continuano a vivere in abitazioni improvvisate costruite lungo gli argini.
“Almeno due raccolti consecutivi della stagione sono andati persi a causa della mancanza di acqua fresca e di terreno coltivabile” – dichiara Shudhangshu Baidya, presidente dell’Unione di  Bani Shanta del sottodistretto di Da Kope.
A questo si aggiungono i danni e i problemi causati dai monsoni che hanno seguito il ciclone Aila.

[fonte:www.irinnews.org]

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