Alluvione in Sudan
31 agosto, 2009
La scorsa settimana tre nubifragi durati alcune ore hanno causato danni gravissimi nei quartieri periferici di Khartoum, la capitale sudanese.
Questa mattina il numero ufficiale dei morti è arrivato a 36, ma potrebbe salire ancora nelle prossime ore. 21.534 case, costruite con mattoni di terra cotti al sole, come gran parte delle abitazioni nelle periferie africane, sono crollate, lasciando decine di migliaia di persone, le più indigenti, senzatetto, ma l’accertamento dei danni è ancora in corso.
L’erogazione dell’elettricità è stata interrotta per molte ore in tutta la città e in alcune zone non è ancora stata ripristinata.
Le scuole resteranno chiuse per una settimana.
Le autorità sudanesi hanno attivato misure atte ad affrontare la situazione. In particolare squadre dotate di pompe, della protezione civile e dell’ONU, stanno cercando di prosciugare vaste aree ancora sommerse dall’acqua, ma pozze stagnanti e maleodoranti sono diffuse anche nei quartieri centrali. In alcune zone, in particolare nei campi degli sfollati che circondano la capitale, vengono distribuiti teli impermeabili, zanzariere, secchi, potabilizzanti per l’acqua, ma certamente non sono sufficienti a soddisfare i bisogni delle decine di migliaia di persone che sono rimaste senza niente, soprattutto nelle aree di Omdurman e Haj Yousif.
La quantità di pioggia caduta è stata davvero eccezionale, senza paragone negli ultimi vent’anni, ma i problemi strutturali di urbanizzazione della capitale sudanese non aiutano certo ad affrontare il problema. Infatti in tutta la città non esiste un sistema di drenaggio delle acque, e anche la rete fognaria è molto limitata.
Stando così la situazione, ci si aspetta ora una vera e propria emergenza sanitaria: il pericolo di un’epidemia di colera è molto reale nei quartieri più colpiti dall’alluvione mentre le persone colpite da malaria aumenteranno di molto in tutta la città.
(fonte: Sudan Tribune)
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