Molte province lombarde si apprestano a mettere a gara i servizi idrici
Milano, 02 novembre 2009 – “Ancora una volta la Lombardia si appresta ad essere un modello di sperimentazione che anticipa l’indirizzo del Governo nazionale sul piano della privatizzazione dei Servizi idrici”.
È questa la denuncia lanciata dal Comitato italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua.
Nonostante i positivi risultati raggiunti dai Sindaci referendari con la legge n. 1/2009, votata all’unanimità dal Consiglio Regionale, che ha introdotto la possibilità per i Comuni di mantenere proprietà, gestione ed erogazione dell’acqua in capo a società interamente pubbliche, le maggioranza del centro destra che avevano sostenuto le richieste referendarie, dopo aver conquistato le amministrazioni di diversi comuni della Lombardia, puntano ora ad affidare ai privati l’erogazione dei servizi idrici!
I Sindaci dei Comuni della provincia di Pavia, riuniti in assemblea dell’ATO, hanno infatti indetto (lo scorso 20 ottobre) la prima gara di affidamento del servizio idrico della Lombardia. Sulla stessa lunghezza d’onda sono già orientati i Sindaci degli ATO di Varese, Como, Lecco e Cremona.
Anche in provincia di Milano (non essendo stato formalizzato dalla giunta Penati l’affidamento pubblico) il rischio è quello della messa sul mercato di almeno il 40% del pacchetto azionario di Amiacque, la società attualmente a totale capitale pubblico, che già eroga il servizio idrico a ben 2,4 milioni di milanesi (capoluogo escluso). La stessa proposta di cessione di quote ai privati sembra stia avvenendo per la SAL, l’azienda totalmente pubblica della provincia di Lodi.
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Sull’argomento leggi anche l’articolo di Dacia Maraini pubblicato su Corriere.it
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