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mercoledì 29 luglio 2009

Niente accordo tra i Paesi sul Nilo

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Rimandato di altri sei mesi l’accordo tra i Paesi del Bacino del Nilo per una più equa distribuzione delle risorse idriche

29 Luglio 2009 – Alessandria(Egitto)
Non si è arrivati ad un accordo definitivo tra i Paesi membri del Bacino del Nilo, riuniti lo scorso 28 luglio ad Alessandria, per raggiungere un’intesa sulla ripartizione delle risorse idriche.

sudanLa principale causa del mancato accordo sembra essere stata la pressione esercitata dalle lobbies di Egitto e Sudan.

I ministri dell’acqua hanno deciso di posticipare la sigla d’accordo di 6 mesi, per permettere ai Paesi coinvolti di raggiungere un compromesso finale.

“E’ stato concordato un periodo di sei mesi per risolvere il problema”: queste le parole del Ministro delle risorse idriche etiopi, rivolte ai giornalisti al termine dell’incontro.
“Prima di porre la firma i nostri consulenti tecnici dovranno incontrarsi e giungere ad un accordo tecnico”.

L’Egitto e il Sudan oppongono ferma resistenza ai Paesi del Bacino del Nilo, che vorrebbero modificare la spartizione delle risorse idriche indicata dai trattati del 1929 e del 1959.

L’accordo del 1929 tra Inghilterra e Egitto affermava infatti che non sarebbe stato accettato nessun progetto presentato dai Paesi del Bacino, che avesse potuto comportare delle riduzioni sul volume di acqua a disposizione dell’Egitto.

Esperti legali affermano che l’accordo è vincolante per Etiopia, Sudan, Kenya, Tanzania, Uganda, Rwanda, Burundi e la Repubblica Democratica del Congo, a dispetto del fatto che molti di questi Paesi non erano indipendenti al momento della accordo (1929)

30 anni dopo il Sudan e l’Egitto modificarono l’accordo , in modo da permettere la costruzione della diga di Aswan, nei pressi del confine tra i due Paesi.
Nel 1959 l’accordo stipulato tra Egitto e Sudan negava a qualsiasi Paese il permesso di intervenire sull’uso delle acque del Nilo, senza il loro consenso.

Si dice che alcuni Paesi del Bacino del Nilo stiano riflettendo sulla possibilità di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) per risolvere la disputa.

Secondo quanto dichiarato in un rapporto governativo pubblicato all’inizio di questo mese, la domanda di acqua in Egitto, oltre 80 milioni di abitanti, verrà soddisfatta fino al 2017.
Altri Paesi del Bacino del Nilo, alcuni dei quali afflitti periodicamente dalla siccità, hanno steso, in occasione del summit tenutosi nella Repubblica Democratica del Congo lo scorso giugno, una bozza di accordo di cooperazione (Cooperative Framework Agreement (CFA) che ometteva la menzione voluta da  Egitto e Sudan nel 1959.

Oggi Mona Omar,  deputato egiziano del ministero estero per gli affari africani, ha dichiarato ai giornalisti che non c’è nessuna possibilità che l’Egitto permetta una riduzione della sua quota idrica.

[fonte: www.sudantribune.com]

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